CHIANTI SORELLI VENDEMMIA 2015 – SODDISFAZIONI DAL CARRELLO #NATALECONLOWINE

Nel mio ultimo articolo ho iniziato il racconto di una delle tante cene epiche consumate in compagnia di amici, rappresentate ottimamente dagli hashtag: #foodporn #fattoincasa #alcolneabbiamo?! Vi dico solo, amici di Lowine, che la primissima di queste cene storicamente vide 3 commensali, una torta da 2 kg, e 5 bottiglie di vino…a voi i commenti.

La serata che vi sto raccontando vide qualcosa come 13 invitati (dei quali nessun traditore), decine di piatti fatti in casa e tantissime risate, accompagnate anche da questo Chianti. Il Chianti è una delle denominazioni più conosciute in Italia, decisamente la più eterogenea della Toscana, in quanto comprende vini da spavento e vini da paura. Questo Chianti si posiziona in modo interessante a metà tra i due estremi, presenta un colore rosso molto denso, con riflessi violacei, molto soddisfacente. I profumi sono interessanti, in particolare la ciliegia e le spezie, che però sono appena appena accennate e bisogna usare un pochino la fantasia. Altri profumi riconosciuti dai commensali sono la curcuma, il muschio, la perla di ostrica e il rinoceronte. Certamente note varietali date dal vitigno ciliegiolo! Prima di asciugare la bottiglia neanche fossimo la mandria di gnu dopo la corsa a capofitto de “Il Re Leone” (lacrimuccia pensando a Mufasa), siamo riusciti anche a degustarlo: i tannini sono ok e asciugano la bocca in modo deciso ma non come un aspiratore folletto, il sapore è leggermente dolciastro (segno di un residuo zuccherino importante) ma nel complesso di buona sostanza. Un difetto se vogliamo trovarlo è la poca persistenza: una volta ingerito il sapore del vino sparisce quasi subito dalla bocca, inoltre l’assaggio è accompagnato da un filino di CO2 che pizzica leggermente la lingua. Abbiamo aperto questa bottiglia in compagni di un piatto sensazionale a base di pasta fritta, prosciutto e formaggio; questo Chianti ha fatto un’ottima coppia con il piatto (preparato dalle sapienti mani della mia amica Giulia) ed è stata una soddisfazione berlo in compagnia. Questa bottiglia è stata l’ennesima conferma che i vini della grande distribuzione, pur senza pretenziosità, in molti contesti riescono a difendersi bene e a sembrare quasi buoni!

 

Published by

Luca

La prima volta che sono entrato in una cantina "vera" ho rischiato di spaccare una vetrata con una scala: da lì è stato tutto in discesa... Appassionato di marketing, rapito anima e corpo dalle operazioni di cantina, non dimentico però mai il mio primo grande amore: il vigneto. Credo davvero che un gran vino si faccia in vigna, ma sono sicuro che senza ottimi cantinieri staremmo ancora tutti bevendo l'ippocrasso!