MA COS’HAI IN TESTA?! – TAPPI E TIPI UMANI

Anche tu almeno una volta nella vita hai pensato: Ma veramente sei uscita con quella roba in testa? Piu’ o meno quello che penso ogni volta che vedo Fedez con uno dei suoi nuovi cappelli…ma questo argomento lo lasciamo alle fashon blogger…non é il nostro mestiere…

Allo stesso modo anche una bottiglia di vino è giusto giudicarla da ciò che si mette in testa, in questo caso tappo e capsula. Spumanti ingabbiati con tappi di plastica a fungo, Baroli chiusi con tappi a vite e damigiane di Chianti imbottigliate in garage con tappo vino tipico. Come la scelta dei copricapo, anche la scelta della chiusura dipende dal “tipo” che sei e dalla festa a cui devi andare.

# TAPPO MONOPEZZO (ottenuto da un pezzo unico di sughero) Non potevo non iniziare dal mio preferito, d’altronde io sono un “feticista”. Devo dire che quando apro una bottiglia e vedo un tappo di questo tipo mi sento le farfalle nello stomaco…come si suol dire: “chi ben comincia è a metà dell’opera.” È come mettere una camicia: ad essere eleganti non si sbaglia mai. Tappo ideale per gli amanti della tradizione.

# CONGLOMERATO di SUGHERO (ottenuto dalla pressatura di frammenti di sughero) Mantiene sicuramente il fascino del sughero. Ma a livello qualitativo e di tenuta è sicuramente inferiore a quello monopezzo. Come tanti vini che abbiamo degustato grida “vorrei ma non posso”…come quelli che mettono i sedili da corsa sul pandino rosso ferrari, e magari aggiungono la scritta “da grande sarò una Ferrari” sul parabrezza…no comment.

# TAPPO A VITE Non sapete cosa è il tappo a vite? È il tappo del bottiglione di aceto o di sciroppo di menta. Questo tappo sul vino ha l’effetto di un sacchetto di plastica in testa…non passa aria. Sicuramente è un ottimo modo per chiudere vini bianchi o rossi che non devono crescere e maturare…quelli che hanno la sindrome di Peter Pan. Infatti, se bevuti entro qualche mese, molto probabilmente sono nelle stesse condizioni di quando sono stati messi in bottiglia. Molto utile se non sai usare il cavatappi e rischi solo di perdere un occhio. (Non sai usare un cavatappi? Forse è meglio se ripassi i condigli di Lowine su come conquistare una donna)

# TAPPO in CANNA da ZUCCHERO Se lo trovi su un Barolo, un Amarone o un Brunello forse è meglio se ti fumi il tappo e annaffi le piante con il vino. Molto utile per vini bianchi e rossi da bere giovani. È un tappo molto innovativo che riduce l’impatto ambientale della produzione del tappo sostituendo i tappi in materiale sintetico. Adatto per gli amanti dei fiori e della natura, per vegani, fattoni e fruttariani.

# TAPPO in SILICONE È come le tette finte: all’inizio piacciono poi una volta in mano deludono. E in effetti per questo tipo di tappo è proprio così. In prima analisi è liscio, affascinante all’apparenza e senza imperfezioni. Quando però ti accorgi che non è vero sughero ti cade in disgrazia.

# FUNGO di PLASTICA Solo un commento: “Si sboccia poveri!!”. Se ti sei ridotto a bere vini con il tappo a fungo di plastica vuol dire davvero che sei pronto a ingerire roba low cost e molto probabilmente imbevibile. Però per te non è un problema perché tu in quanto a coraggio sei meglio di Indiana Jones!!

Vorrei chiudere facendo una menzione speciale per il cucchiaino. Chi ha messo in giro la voce che con un cucchiaino si possa conservare una bottiglia di vino aperto è da Premio Nobel!! È una pratica molto più radicata di quanto pensiate, ma mi chiedo: come pensi che un cucchiaino possa proteggere il contenuto della bottiglia?! Forse può essere utile a evitare che ci cada un pezzo di sedano dentro…ma la possibilità che accada è molto vicina allo zero. Come diciamo noi in redazione: piuttosto che metterla in frigo aperta, meglio finirla!

By Gio

 

Published by

Nicole

Dopo 5 anni di liceo classico ho lasciato di sale professori e famiglia iscrivendomi alla facoltà di enologia, che continuo tutt'ora nel campo del marketing. Mi piace raccontare i vini e il mondo dell'enogastronomia con semplicità e ironia, rendendoli accessibili e accattivanti ai meno esperti. Spero un giorno di poter trasformare questa passione in un lavoro...così da giustificare finalmente tutte le mie mangiate e bevute.