BARBERA OLTREPÒ PAVESE “CAMPO DEI SALICI” – UNA PIACEVOLE SORPRESA…VEGANA

Spesa del sabato pomeriggio. Piccolo supermercato. Età media: 103 anni. Lascio alla vostra fantasia immaginare la bolgia dantesca. La scelta del vino perciò è stata veloce, molto veloce, stile passaggio del testimone alle Olimpiadi di Rio e poi di corsa fino alla cassa. (con azzecco del prezzo per puro fattore c**o a 4,35 euro).

Questa Barbera si presenta pudica: un vestito sobrio, che richiama alla semplicità della campagna senza etichette arzigogolate. E poi la bomba: è BIOLOGICO…e pure VEGANO! Se il biologico è spiattellato in faccia, la dicitura vegan è per i più curiosi, un po’ nascosta in retro-etichetta. Una scelta di marketing, una ragione di spazi in etichetta…non possiamo saperlo…onestamente però non so se la maggior parte dei consumatori abbia un’idea del significato del termine abbinato ad un vino…mi immagino i nostri nonni rimettere il vino sullo scaffale dopo la seguente conversazione tipo. 

“Che è sta roba vegan, Piero?.”

“Sarà un vino veneto Mariuccia, si dirà vegàn infatti.”

“Ma sei sicuro?!”

Neologismi a parte, nel bicchiere si presenta di un bel viola intenso. Al naso non spicca per intensità ma si percepiscono chiaramente profumi di frutta matura, avete presente l’odore della marmellata di ciliegie ancora calda nella pentola?! In bocca una piacevole frizzantezza leggera, niente che stride, e una dolcezza che ammicca piacciona al palato del lowiner, che penso rimarrà soddisfatto dell’acquisto.

Insomma un low-wine che non se la tira con nomi e promesse in etichetta improbabili, ma che con discrezione e furbizia punta al salutista-della-domenica o al vegano d’occasione che dimora in tutti noi.

Quindi per la prossima domenica scongelate lo spezzatino di bisonte e cinghiale e beveteci su…niente sensi di colpa suvvia…almeno il vino è vegano!

#staylowine

 

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Nicole

Dopo 5 anni di liceo classico ho lasciato di sale professori e famiglia iscrivendomi alla facoltà di enologia, che continuo tutt'ora nel campo del marketing. Mi piace raccontare i vini e il mondo dell'enogastronomia con semplicità e ironia, rendendoli accessibili e accattivanti ai meno esperti. Spero un giorno di poter trasformare questa passione in un lavoro...così da giustificare finalmente tutte le mie mangiate e bevute.