Le nez du vin, come non usare un regalo costoso

Chiacchierato, amato, odiato. Essenzialmente molto costoso.

Un manipolo di amiche ha fatto la follia di regalarmelo, augurandomi di imparare a “fiutare gli affari”. Sto parlando del kit di aromi LE NEZ DU VIN, in particolare il cofanetto con i 12 fondamentali dei vini rossi: fragola, lampone, ciliegia, ribes nero, violetta, pepe, peperone verde, vaniglia, affumicato, liquirizia, mora e infine tartufo.

Il lowiner medio probabilmente non abbina i suoi vini low-cost con il tartufo, quindi alla difficoltà oggettiva di dare un nome ad un odore, si aggiunge quella di percepire profumi sconosciuti.  Proprio per questo vale la pena usare questo kit in modo poco serio, soprattutto se si hanno amici senza troppo freni inibitori (con l’aspirante sommelier c’è poco divertimento).

Ecco alcune perle di un pomeriggio uggioso di settembre, con qualche amico.

“Che schifo! Ma che è sta roba?! Aglio, cipolla?”

Ebbene era tartufo, che il kit interpreta più simile all’odore di funghi porcini. Comprensibile la confusione del lowiner.

“E’ cioccolato!” ha esclamato mia sorella raggiante…era vaniglia. Concesso.

Sul peperone verde è stato detto di tutto: salvia, zucchine, rosmarino. Almeno il colore era azzeccato.

Anche sul familiare pepe il lowiner ha avuto un profondo smarrimento, defininendolo: “una cosa tra metà strada tra lavanda e olio 31.”

“Cenere bruciata” sorprendente azzecco sulla boccetta “affumicato”, che io invece non riconosco mai.

Ma il vertice del pomeriggio si è raggiunto alla “violetta”, non riconosciuta fino alla fine. Una volta rivelato l’aroma, è stato accolto con:

“Ma la violetta non esiste, è una invenzione di Disney Channel!”

LE NEZ DU VIN si presta bene a serate goliardiche, ma anche alla solitudine di una camera, dove ci si può cimentare nel riconoscimento, avvalendosi anche degli inserti cartacei, ben fatti e soprattutto low-friendly.

 

Published by

Nicole

Dopo 5 anni di liceo classico ho lasciato di sale professori e famiglia iscrivendomi alla facoltà di enologia, che continuo tutt'ora nel campo del marketing. Mi piace raccontare i vini e il mondo dell'enogastronomia con semplicità e ironia, rendendoli accessibili e accattivanti ai meno esperti. Spero un giorno di poter trasformare questa passione in un lavoro...così da giustificare finalmente tutte le mie mangiate e bevute.