CHAMPAGNE BRUT ROSE’ COMTE DE SENNEVAL – ITALIANS DO IT BETTER

Come si può resistere al richiamo del reparto gourmet dei discount in questo periodo di feste?! Assolutamente non si può, ed ogni anno mi stupisco sempre di più di come il prodotto enofighetto aumenti il suo spazio tra gli scaffali. Vini premiati, moltissimi stranieri e moltissimi vini francesi…

Ho provato dunque per voi un grande classico, violando apertamente il budget del nostro statuto, portando a casa una bottiglia di Champagne nella variante Rosè per 14,99 euro, con tanto di etichetta rosa Peppa Pig a solleticare la Paris Hilton che è in me.

Una bottiglia bella pesante, che mi ha dato una certa fierezza alla cassa. Sembrerà una sciocchezza ma è dimostrato da studi di marketing che il cervello del consumatore medio registra automaticamente “pesante=qualità”, valesse anche per il peso delle persone l’industria del fitness fallirebbe in due giorni…

Dopo mezza giornata in frigorifero, stappo la bottiglia con un’amica all’insegna di una cena in stile #riccanza. Il colore rosè tende più all’aranciato, coerente con il metodo classico in una certa misura, ma forse troppo vicino all’arancione di uno Spritz.

Al naso avvertiamo una chiara nota di ridotto, in termini pratici un certo ricordo di cavolfiore cotto in cucina…senza aver aperto la finestra. Questa sensazione è andata via via diminuendo ma il fondo purtroppo è rimasto fino all’ultimo bicchiere.

Le bollicine piacevoli, senza fuochi d’artificio, così come per l’acidità un po’ fiacca. Nel complesso uno spumante medio, che ci ha fatto concludere la cena riflettendo sulla nostra ricchezza interiore, vista l’illusoria sensazione di ricchezza dello pseudo-Champagne.

Facendo due conti per lo stesso prezzo si porta a casa un ottimo spumante metodo Martinotti (come l’Asti o il Prosecco) e per qualche euro in più ci si può lanciare su metodi classici italiani come Franciacorta, Trento, Alta Langa, che regalano sempre grandi soddisfazioni. Come si dice?! Italians do it better!

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Nicole

Dopo 5 anni di liceo classico ho lasciato di sale professori e famiglia iscrivendomi alla facoltà di enologia, che continuo tutt'ora nel campo del marketing. Mi piace raccontare i vini e il mondo dell'enogastronomia con semplicità e ironia, rendendoli accessibili e accattivanti ai meno esperti. Spero un giorno di poter trasformare questa passione in un lavoro...così da giustificare finalmente tutte le mie mangiate e bevute.